Qualche tempo fa ho letto "Succede sempre qualcosa di meraviglioso" di Gianluca Gotto, e una delle cose che mi aveva colpita era il riferimento al concetto zen dell’acqua: un’idea semplice, ma profondissima.
Nel libro, il protagonista fatica ad accettare i cambiamenti e tenta in ogni modo di opporsi al flusso della vita. È allora che il suo maestro gli ricorda che l’acqua è sempre in movimento: non protesta, non si irrigidisce, ma si adatta alle forme che incontra e supera gli ostacoli con naturalezza.
Gli spiega che, quando la vita ci mette davanti un muro, non dobbiamo essere la roccia che si spezza, ma l’acqua che scorre e trova un’altra via.
Una delle immagini più belle, che richiama i principi del taoismo e di Lao Tzu, è questa:
Bisogna essere come l’acqua. Se incontra un ostacolo, scorre.
Se trova una diga, si ferma. Quando la diga cede, riprende il suo cammino.
In un recipiente quadrato è quadrata, in uno tondo è rotonda.
Nulla è più adattabile dell’acqua, eppure, con la sua costanza, nulla è più forte di lei.
Essere come l’acqua significa accogliere il cambiamento, non opporsi, ma imparare a fluire.
Significa scorrere insieme alla vita, restare curiosi, lasciarsi sorprendere da ciò che può arrivare.
Nel libro di Gotto c’è una frase che mi ha toccata e che racchiude perfettamente questa filosofia:
“La vita è un fiume. Scorre in una sola direzione, in avanti, e non c’è modo di far scorrere l’acqua indietro.”
Mi ha fatto pensare a tutte le volte in cui resto ferma a guardare indietro, convinta che restando ancorata al passato potrò cambiare il futuro. Ma così facendo rimango immobile: non vivo il presente, non mi adatto, non fluisco. E allora ho capito che devo imparare a essere più acqua e meno roccia.
Per accompagnare questo percorso, ho scelto tre libri che, attraverso le loro storie, ci insegnano l’adattabilità, la fluidità e la verità interiore.
Il fiume maestro: Siddharta di Hermann Hesse
Un grande classico. Siddharta abbandona tutto per cercare la pace interiore e la trova solo quando impara ad ascoltare il fiume. Il fiume diventa il suo maestro: scorre, accoglie, riflette.
Ci insegna la fluidità, il lasciar andare, l’arte di restare in ascolto del flusso della vita.
Il viaggio della rinascita: Succede sempre qualcosa di meraviglioso di Gianluca Gotto
Davide, il protagonista, vede la sua vita cambiare all’improvviso. Scopre che la sofferenza nasce dalla resistenza: più cerchiamo di controllare, più ci allontaniamo dalla serenità.
La sua storia ci ricorda che la felicità arriva quando accettiamo l’imprevedibilità della vita, proprio come un fiume che cambia direzione. Bisogna imparare a lasciar scorrere.
Il mare come guarigione: Il mare del settimo giorno di Orwen
Il romanzo racconta di Owen, che dopo la perdita del padre non riesce a elaborare il suo lutto. Il mare diventa un confine, un passaggio necessario per guarire e accettare.
Un elemento che accompagna i cambiamenti interiori, come un ponte tra due stati dell’essere.
Per concludere, non posso che tornare a Eraclito: “Pánta rheî”, tutto scorre.
Nulla resta identico a sé, tutto cambia, come l’acqua di un fiume.
E forse la nostra serenità nasce proprio da qui: dal coraggio di fluire.

Nessun commento:
Posta un commento