martedì 3 febbraio 2026

Uomini e topi – John Steinbeck



Ho acquistato questo libro spinta dalle numerose recensioni entusiaste, sia sul romanzo sia sull’autore. Non avevo mai letto nulla di Steinbeck e così ho deciso di iniziare da questo titolo che, in realtà, è un racconto breve, poco più di cento pagine.

La storia segue due uomini, George e Lennie, che vagano per le praterie in cerca di lavoro nei ranch, con l’obiettivo di mettere da parte un piccolo gruzzolo per realizzare il loro sogno, che scoprirete leggendo. I due sono molto diversi: George è il più maturo e responsabile, nonostante la sua statura minuta; Lennie, invece, è grande e robusto, ma con l’ingenuità e la dolcezza di un bambino.

Non conoscevo la trama nel dettaglio, né il tipo di lettura che mi avrebbe atteso. Eppure, fin dalle prime pagine ho percepito che qualcosa sarebbe accaduto. È quella sensazione che provi quando decidi di fare qualcosa che sai ti porterà dove non devi, ma non riesci comunque a tirarti indietro. Ecco, questo è l’effetto che mi ha fatto il libro.

Pagina dopo pagina cresceva in me un’inquietudine sottile, come se stessi avanzando verso un punto di rottura inevitabile. E quando arrivi alla fine, capisci che in fondo lo sapevi già: il tuo inconscio aveva intuito tutto, anche se hai sperato fino all’ultimo che non sarebbe andata così.

L’ho letto tutto d’un fiato, non solo per la brevità, ma per la scrittura scorrevole e avvolgente che ti trascina dentro la storia e nei suoi personaggi. Perché non ci sono solo George e Lennie a dare vita al racconto: anche i personaggi secondari sono fondamentali, e con un po’ di attenzione si nota come siano tutti legati tra loro nel susseguirsi degli eventi, fino alla scena finale.

È una storia semplice, popolata da persone semplici e senza pretese, ma che nasconde temi profondi e tutt’altro che banali: la vecchiaia, il razzismo, la solitudine, la fiducia nel prossimo e, soprattutto, il valore dei sogni. Perché i sogni sono parte di noi, e spesso sono proprio loro a darci il carburante per andare avanti.

Lo consiglio? Sì, senza dubbio.

Questa storia mi è rimasta impressa, così come mi è rimasto nel cuore Lennie, con la sua ingenuità, il suo cuore d’oro, l’affetto per George e l’amore per i conigli. Ecco, i conigli: credo che, se un giorno ne accarezzerò uno, inevitabilmente penserò a Lennie, con una punta di malinconia.


 


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