mercoledì 26 marzo 2025

IL DIARIO DI ANNE FRANK



Quando leggi un libro come Il Diario di Anne Frank, non pensi certo di scriverne una recensione. Come puoi recensire la vita di una ragazzina che ha trascorso due anni nascosta in un alloggio segreto, per poi essere catturata e lasciata morire in un campo di concentramento solo perché ebrea? Puoi solo leggere la sua storia, prenderne atto e pensare che una storia così non dovresti mai più trovarla in un libro.

Oggi però voglio condividere con voi un pensiero di Anne che mi ha profondamente colpito. Un estratto dal suo diario, che non parla di guerra, religione, nazisti o campi di concentramento, ma delle donne. Più precisamente, della loro indipendenza. 

Questo passaggio, scritto il 13 giugno 1944, mi ha fatto riflettere su quanto fosse avanti questa giovane donna e su quanto, purtroppo, siamo ancora indietro oggi nel riconoscere il valore delle donne. Eccolo qui:

"Più volte mi sono posta una di quelle domande che non mi danno pace, e cioè perché un tempo, e spesso anche adesso, la donna nei popoli occupa un posto molto meno importante rispetto all'uomo. Chiunque può dire che è ingiusto, ma a me non basta, vorrei tanto conoscere il motivo di questa grande ingiustizia!
Si può immaginare che l'uomo, fisicamente più forte, fin dall'inizio abbia avuto una posizione di supremazia rispetto alla donna; l'uomo che guadagna, che genera i figli, l'uomo che può tutto... È già stato abbastanza stupido da parte di tutte quelle donne che fino a poco tempo fa hanno permesso che fosse così senza protestare, perché quanti più secoli questa regola ha resistito, tanto più ha preso piede. Per fortuna, la scuola, il lavoro e il progresso hanno un po' aperto gli occhi alle donne. In molti paesi le donne hanno ottenuto gli stessi diritti degli uomini; molte persone, soprattutto donne, ma anche uomini, adesso capiscono quanto questa suddivisione fosse sbagliata e le donne moderne vogliono avere il diritto all'indipendenza totale!
Ma non è solo questo, è il rispetto alla donna, quello che manca! In tutto il mondo l'uomo viene rispettato, perché non si può dire lo stesso della donna? Soldati ed eroi di guerra vengono onorati e festeggiati, gli scopritori hanno fama mondiale, i martiri vengono osannati, ma di tutta l'umanità, quanti considerano la donna anche come un soldato?
Nel libro Guerrieri per la vita c'è scritto qualcosa che mi ha molto colpita, e cioè più o meno che le donne in generale, già soltanto per i parti, soffrono più di qualsiasi eroe di guerra. E quale successo spetta alla donna, dopo aver sofferto tanto? Viene spinta in un angolo quando è sformata dalla gravidanza, i figli ben presto non sono più suoi, la bellezza svanisce. Le donne sono molto più stoiche, sono soldati più coraggiosi che lottano e soffrono per la sopravvivenza dell'umanità molto più di tanti eroi che non sanno fare altro che vantarsi!"

(Anne Frank - 13 Giugno 1944)

Queste parole, scritte in un momento così difficile, ci ricordano quanto sia cruciale continuare a lottare per l'uguaglianza e il rispetto per le donne, temi ancora oggi attuali e urgenti.


👉Guarda anche La Banalità del bene di Deaglio qui

sabato 22 marzo 2025

Recensione - Confessione di Kanae Minato

Ho letto questo libro diversi anni fa, e ricordo che, finita l'ultima pagina, ho pensato: "Ommiodio". 
Sto parlando di Confessione di Kanae Minato, un thriller psicologico complesso che affronta temi come la vendetta, il lutto e la moralità. 
La trama ruota attorno a Yuko Moriguchi, un'insegnante di scuola media che annuncia il suo ritiro dopo la morte della figlia. La sua decisione non è solo dettata dal dolore, ma anche dal desiderio di vendetta nei confronti degli studenti della scuola (che chiama Studente A e B) che ritiene responsabili della tragedia.

Partiamo dal tema centrale: la vendetta.
Yuko mette in atto un piano di vendetta calcolato e spietato. Ho trovato affascinante come riesca a far soffrire i colpevoli senza ricorrere alla violenza fisica, utilizzando invece una manipolazione psicologica sottile e devastante. I due ragazzi coinvolti nella morte della figlia sono ritratti come persone disturbate e prive di rimorso. Sebbene a tratti risultino un po' estremi, questi tratti contribuiscono a rendere la storia ancora più inquietante.
La narrazione si sviluppa attraverso i vari personaggi, ognuno con la propria versione dei fatti, permettendo al lettore di scoprire gradualmente cosa è realmente accaduto. Vi troverete coinvolti pagina per pagina a scoprire nuovi eventi che vi terranno col fiato sospeso fino alla fine. Non ci sono veri e propri "buoni" o "cattivi" definiti. Anche Yuko, che inizia come vittima, si trasforma in carnefice, utilizzando il suo dolore come motore per la vendetta e spingendosi oltre, cercando giustizia da sola.

In sintesi, se amate i thriller psicologici e non temete temi complessi e disturbanti, questa è una lettura perfetta: intensa e senza compromessi. Non troverete un messaggio di speranza, ma vi immergerete in un racconto oscuro, cinico e inquietante.




venerdì 7 marzo 2025

Letture di Febbraio 2025 - Kwaidan di Lafcadio Hearn e Spare il Minore del Principe Harry



Le mie letture di Febbraio 😊

- Kwaidan di Lafcadio Hearn:
Una raccolta affascinante di racconti giapponesi su fantasmi e fenomeni paranormali.
Un altro aspetto di questo paese che amo.

- Spare il Minore, storia del Principe Harry.
Libro scorrevole, scritto molto bene.
Uno sguardo diretto sulla famiglia reale dal suo punto di vista.
Mi ha lasciato un po' perplessa quando descrive le manie di persecuzione su di lui e su sua moglie.
Forse, come si suol dire, "bisognerebbe sentire entrambe le campane".

E voi li avete letti?
Che ne pensate?

mercoledì 5 marzo 2025

Recensione - La luce delle stelle morte di Massimo Recalcati

Coelho diceva che ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero. 
Poi leggi un libro come La luce delle stelle morte di Recalcati e capisci che, alla fine, chi non è più con noi fisicamente rimane nei nostri ricordi e continua a influenzare la nostra vita giorno per giorno. 
Questo è un libro intenso e profondo, che ci fa riflettere sulla perdita e sull'eredità emotiva che essa lascia. 
Come le stelle, che pur essendo morte continuano a illuminare il cielo, anche le persone che non ci sono più continuano a condizionare i nostri pensieri e i nostri gesti, attraverso i loro insegnamenti, i ricordi e i segni indelebili che ci hanno lasciato, nel bene e nel male.

Il lutto non è descritto solo come esperienza dolorosa, ma come una trasformazione personale che spesso ci porta a immedesimarci emotivamente o psicologicamente in chi ci ha lasciato, quasi volendolo sostituire o rimpiazzare: “vestire gli abiti di chi ci ha lasciato”. 
Recalcati ci aiuta a trovare un senso nel dolore e a cercare di andare oltre la sofferenza per scoprire una nuova luce, proprio come quella delle stelle morte.

Ho trovato la sua scrittura densa e impegnativa, ma al tempo stesso accessibile. È riuscito a coinvolgermi profondamente, anche perché cerco ancora delle risposte al mio lutto. Confrontarsi con l'elaborazione della perdita non come una fine, ma come un'opportunità per trasformare il vuoto in una nuova luce è uno dei messaggi più potenti del libro.

Non è una lettura leggera, ma se qualcuno sente il bisogno di approfondire i sentimenti che emergono dopo aver perso una persona cara, se sente il bisogno di capire come proseguire la propria vita senza fermarsi al giorno della perdita, questo libro offre spunti di riflessione preziosi.


Parole dal mondo: Ikigai, Wabi-sabi e Kintsugi

  ​Da qualche anno mi sono avvicinata alla filosofia giapponese e mi sono subito sentita a casa. Mi piace perché non è fatta di teorie diffi...