Volevo parlarvi di un libro che mi è entrato nel cuore:
Il gabbiano Jonathan Livingston.
L’ho scoperto quasi per caso ascoltandolo un pomeriggio e mi ha colpita così tanto che ho dovuto comprarlo subito per rileggerlo con calma.
È la storia di Jonathan, un gabbiano che non si accontenta di usare le ali solo per cercare cibo come fa tutto lo stormo. Lui sente che le ali servono a qualcosa di più: vuole volare alto, fare acrobazie e scoprire i suoi limiti.
È la storia di Jonathan, un gabbiano che non si accontenta di usare le ali solo per cercare cibo come fa tutto lo stormo. Lui sente che le ali servono a qualcosa di più: vuole volare alto, fare acrobazie e scoprire i suoi limiti.
Questo suo desiderio di libertà lo rende un reietto e lo costringe ad allontanarsi dal gruppo perché non vuole omologarsi alla massa.
Mi ha fatto riflettere su quanto spesso preferiamo restare chiusi nei limiti del "gruppo" invece di essere noi stessi. Jonathan è forte, indipendente e affronta le sfide senza paura, fino a diventare un vero maestro per gli altri. La cosa che mi ha colpito di più è che, mentre lui voleva solo insegnare agli altri che ognuno può volare alto, dopo la sua morte viene quasi trattato come un Dio. È un paradosso: lui voleva mostrare che siamo tutti capaci di grandi cose, ma gli altri preferiscono adorarlo invece di impegnarsi a seguire il suo esempio.
Il messaggio per me è chiaro: non dobbiamo lasciarci tarpare le ali o permettere agli altri di dirci cosa fare. Bisogna osare e imparare da se stessi.
Mi ha fatto riflettere su quanto spesso preferiamo restare chiusi nei limiti del "gruppo" invece di essere noi stessi. Jonathan è forte, indipendente e affronta le sfide senza paura, fino a diventare un vero maestro per gli altri. La cosa che mi ha colpito di più è che, mentre lui voleva solo insegnare agli altri che ognuno può volare alto, dopo la sua morte viene quasi trattato come un Dio. È un paradosso: lui voleva mostrare che siamo tutti capaci di grandi cose, ma gli altri preferiscono adorarlo invece di impegnarsi a seguire il suo esempio.
Il messaggio per me è chiaro: non dobbiamo lasciarci tarpare le ali o permettere agli altri di dirci cosa fare. Bisogna osare e imparare da se stessi.
Mi sono chiesta: "Perché non l'ho letto prima?". Secondo me andrebbe fatto leggere nelle scuole, perché aiuta i giovani a capire l'importanza di non aver paura di essere diversi.
C'è una frase nel libro che riassume tutto:
"Non dar retta ai tuoi occhi e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola."
In conclusione, Jonathan ci insegna che la vera libertà è avere il coraggio di scoprire chi siamo davvero, anche quando il mondo cerca di tenerci a terra. È un libro da tenere sempre vicino per ricordarsi di puntare sempre verso l'alto.
C'è una frase nel libro che riassume tutto:
"Non dar retta ai tuoi occhi e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola."
In conclusione, Jonathan ci insegna che la vera libertà è avere il coraggio di scoprire chi siamo davvero, anche quando il mondo cerca di tenerci a terra. È un libro da tenere sempre vicino per ricordarsi di puntare sempre verso l'alto.
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